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Dopo tre anni di intenso dibattito, lo scorso 30 settembre il Parlamento svizzero ha approvato il primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050: un passaggio formale a lungo atteso dal settore elettrico nazionale.

Le misure votate disegnano il futuro dell’approvvigionamento energetico del nostro paese e mirano al raggiungimento di tre fondamentali obiettivi: il graduale abbandono della produzione nucleare, l’aumento della quota di produzione di energia rinnovabile e l’aumento dell’efficienza energetica negli ambiti dell’industria, della mobilità e dell’edilizia. Obiettivi che richiederanno la partecipazione di tutti i consumatori, i quali vedranno crescere il supplemento di rete in bolletta fino ad un massimo di 2,3 cts./kWh per i prossimi 20 anni.

Di particolare rilevanza per AET è la decisione di concedere un premio di mercato fino a 1 cts./kWh alle grandi centrali idroelettriche, che soffrono a causa della crescita della produzione eolica e fotovoltaica fortemente sovvenzionata in Europa e del crollo dei prezzi delle materie prime. Una misura che darà un po’ di respiro alle aziende attive nel settore, ma che non sarà risolutiva. La concessione di un sostegno temporaneo alla produzione non può infatti esimere gli operatori del settore e la politica dal trovare soluzioni definitive per stabilizzare le dinamiche del mercato sul lungo termine, permettendo all’idroelettrico di tornare competitivo e redditizio. Senza contare che la votazione sull’uscita dal nucleare del prossimo 27 novembre e un successo della raccolta firme per il referendum contro la stessa Strategia energetica 2050 (i cui esiti non sono conosciuti all’uscita di questo articolo) potrebbero complicare ulteriormente le cose.

Spetta ora alle aziende operanti nel settore avviare la revisione delle strategie per inserirsi al meglio in questo nuovo paradigma; un processo che in AET è già in atto da alcuni anni. Per il Canton Ticino si prospetta l’opportunità di tornare a far valere il potenziale rappresentato dalle abbondanti risorse idriche presenti sul suo territorio. Perché ciò avvenga, a vantaggio di tutti i ticinesi, è però necessario che produttori e distributori facciano gioco di squadra, al fine di promuovere e mantenere all’interno dei nostri confini il valore aggiunto di questa filiera.

Il tavolo di lavoro per lo sviluppo della collaborazione nel settore voluto dal DFE ha fatto emergere un’unità d’intenti fra le aziende operanti in Ticino. Come ci ricorda il Consigliere di Stato Christian Vitta nell’intervista che proponiamo nel seguito, i buoni propositi devono però ora essere confermati da accordi concreti.

 

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